La Casa Bianca perde una delle sue figure più iconiche e combattive. A fine agosto lascerà infatti il suo incarico Karoline Leavitt, la volitiva portavoce che Donald Trump ha più volte definito senza mezzi termini la sua «addetta stampa prediletta».
Vera amazzone del movimento trumpiano, Leavitt si è distinta nel corso dei suoi diciannove mesi sul podio di Pennsylvania Avenue per una dialettica affilata e uno stile senza freni, spesso ribattezzato dai reporter con il termine di «lingua a mitraglia». Con questo approccio spudorato e aggressivo ha sistematicamente fustigato i giornalisti autori di domande insidiose, difendendo le posizioni del tycoon anche nelle situazioni più estreme.
La rivoluzione della sala stampa
Con il suo arrivo, la sala stampa delle istituzioni americane ha subito una vera e propria rivoluzione. Leavitt ha portato il linguaggio della Generazione Z, trasformando i briefing in fucine di clip virali per i social network e sovvertendo le gerarchie tradizionali dei media. Ha infatti concesso priorità, posti e domande a testate online emergenti come Semafor, a podcaster d’area e persino a influencer vicini al movimento MAGA.
Cattolica praticante con un passato nello staff elettorale di Trump, la sua totale devozione gli aveva fatto guadagnare la fiducia incondizionata del presidente già nel 2024, quando era tornata in servizio immediatamente dopo il parto del primo figlio per gestire la convulsa crisi seguita all’attentato di Butler.
I dubbi sulle dimissioni
Ufficialmente, Leavitt lascia l’incarico per dedicarsi alla vita familiare e all’assistenza dei figli, in particolare dell’ultima nata Viviana, di soli tre mesi. Ciononostante, dietro le quinte si rincorrono svariate indiscrezioni sulle reali motivazioni dell’addio. L’annuncio è giunto infatti all’indomani dell’episodio del cambio d’aereo di Trump in Turchia, dove il presidente ha lasciato indietro alcuni tra i suoi collaboratori più stretti, inclusa la Leavitt, portando invece con sé la consigliera Natalie Harp. Un dettaglio che ha subito riacceso le voci su una presunta rivalità tra le due fedelissime.
Altre ricostruzioni suggeriscono che il calo di gradimento nei sondaggi del presidente possa richiedere un cambio di strategia e un approccio meno divisivo verso la stampa. C’è poi chi ipotizza un desiderio della portavoce di ampliare la famiglia o persino una nuova discesa in campo nella politica attiva, concordata direttamente con la leadership repubblicana.
Quale futuro per la portavoce ?
A spegnere le voci di un potenziale strappo è stato lo stesso Trump, dichiarando che Leavitt continuerà ad affiancarlo in qualità di consulente esterna. Resta tuttavia da capire chi raccoglierà una simile eredità.
Secondo le analisi della CNN, trovare un sostituto all’altezza si preannuncia un’impresa complessa, dato che ben pochi riuscivano a comprendere e assecondare gli umori variabili e le frequenti smentite del presidente con la stessa prontezza. Al momento, tra i candidati più quotati per rilevare il podio figurano l’avvocatessa Alina Habba e Matthew Boyle, caporedattore della sede di Washington della testata Breitbart.







