La decisione di contingentare gli orari di apertura della Collegiata dei Santi Francesco e Ilaro a Lugo di Romagna, consentendo l’accesso unicamente durante le celebrazioni liturgiche, rappresenta l’ultimo segnale di una criticità diffusa che interessa la tutela degli edifici sacri sul territorio nazionale. Il provvedimento è stato disposto a seguito di intrusioni e danneggiamenti compiuti da un gruppo di giovanissimi, identificati dalle forze dell’ordine tramite i sistemi di videosorveglianza.
Accade in diverse regioni
L’episodio si inserisce in una sequenza articolata di eventi registrati negli ultimi mesi in diverse regioni d’Italia. Le tipologie di illecito spaziano dalla sottrazione di arredi e tabernacoli, come avvenuto presso la chiesa di San Giorgio in Conca a Cattolica e nella cappella dell’Aurelia Hospital a Roma, a veri e propri atti vandalici con mutilazione di statue religiose, casi documentati recentemente nella provincia di Frosinone. Accanto alle azioni predatorie, emergono problematiche legate al degrado urbano e a comportamenti irrispettosi all’interno delle strutture.
Alcune strutture sono state chiuse
Tali dinamiche hanno già condotto alla chiusura temporanea di complessi parrocchiali a Torino e presso la stazione di Roma Termini. Anche la Basilica di San Pietro in Vaticano è stata teatro di episodi analoghi, che hanno spinto le autorità preposte ad elevare i livelli di monitoraggio senza tuttavia alterare la fruibilità pubblica del sito. Sotto il profilo dell’analisi sociale, la commissione di atti vandalici da parte di minori evidenzia una marcata componente di fragilità educativa, spesso accentuata dall’uso improprio delle piattaforme digitali e dei social media.
Fenomeno difficile da quantificare
Dal punto di vista statistico, il fenomeno risulta di complessa quantificazione a livello nazionale a causa dell’assenza di un archivio unico che cataloghi in modo omogeneo furti, profanazioni e danneggiamenti. Le rilevazioni internazionali, tra cui i report dell’Osce e dell’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani di Vienna, confermano la presenza di decine di attacchi ai luoghi di culto, pur all’interno di quadri normativi e metodologie di rilevazione disomogenee tra i vari Paesi europei.







