Tre centesimi per diventare padroni d’Europa. L’Italia dell’atletica arriva all’ultima curva degli Europei di Birmingham con la Gran Bretagna alle spalle, uno stadio intero contro e il primo posto nel medagliere ancora in bilico. Lorenzo Benati riceve il testimone davanti, ma Charlie Dobson comincia a divorare il rettilineo.
Il britannico recupera metro dopo metro. Benati stringe i denti, perde quasi tutto il vantaggio e si getta sul traguardo. Per capire chi abbia vinto bisogna aspettare il responso del cronometro: Italia 2’59”16, Gran Bretagna 2’59”19.
Tre centesimi. Una manciata di centimetri. Quanto basta per consegnare alla staffetta azzurra l’oro della 4×400 maschile e all’Italia il decimo titolo della rassegna continentale. I padroni di casa devono accontentarsi dell’argento nell’ultima gara e del secondo posto nella classifica generale.
Gli azzurri chiudono Birmingham con 22 medaglie: dieci ori, sei argenti e sei bronzi. Non una fiammata isolata, ma la conferma di una trasformazione cominciata da alcuni anni. L’Italia non si presenta più alle grandi manifestazioni sperando nell’impresa di un singolo campione. Adesso corre, salta, lancia e marcia per vincere.
La 4×400 regala all’Italia l’ultimo oro
La gara decisiva è un duello annunciato. La Gran Bretagna parte forte e prova a sfruttare l’energia dell’Alexander Stadium, ma l’Italia rimane agganciata. Nella terza frazione Mohamed Soudassi costruisce il vantaggio che permette a Benati di lanciarsi davanti nell’ultimo giro.
Dobson gli piomba alle spalle e sembra sul punto di completare il sorpasso. L’azzurro, però, conserva l’ultima energia per difendere il margine fino alla linea bianca. Dietro Italia e Gran Bretagna, anche i Paesi Bassi scendono sotto i tre minuti e conquistano il bronzo in 2’59”49.
Quell’arrivo racchiude l’intero Europeo italiano: qualità, resistenza e la capacità di non cedere quando la pressione diventa più forte. La squadra di casa aveva provato a ribaltare il medagliere nelle gare conclusive, trascinata da Amy Hunt, capace di conquistare quattro ori. L’ultima parola, però, è stata azzurra.
I dieci ori dell’Italia agli Europei
Il successo di Birmingham attraversa quasi ogni settore dell’atletica. Nadia Battocletti firma una doppietta nei 5.000 e nei 10.000 metri, confermandosi dominatrice del mezzofondo europeo. Larissa Iapichino vince il salto in lungo atterrando a sette metri, mentre Gianmarco Tamberi torna sul tetto d’Europa nel salto in alto.
Leonardo Fabbri conquista l’oro nel getto del peso. Andy Díaz Hernández e Dariya Derkach dominano il salto triplo maschile e femminile. Dalla marcia arrivano i titoli di Massimo Stano e Sofia Fiorini sulla distanza della maratona. A completare il bottino è proprio la 4×400 maschile, protagonista del finale più emozionante possibile.
Sei gli argenti: Zane Weir nel peso, Sara Fantini nel martello, Francesco Fortunato e Alexandrina Mihai nella mezza maratona di marcia, Pietro Riva nella maratona e la squadra femminile nella classifica della maratona.
I sei bronzi portano le firme della 4×400 femminile, di Micol Majori nei 5.000, Matteo Sioli nell’alto, Fausto Desalu nei 200, Andrea Cosi nella mezza maratona di marcia e Andrea Dallavalle nel triplo.
L’atletica italiana conferma il primato di Roma
Il risultato di Birmingham non nasce dal nulla. Agli Europei di Roma del 2024 l’Italia aveva già dominato il medagliere con 24 podi e undici ori. Due anni dopo, lontano da casa e davanti a una Gran Bretagna fortissima, gli azzurri riescono a ripetersi.
Cambiano alcuni protagonisti, ma non la profondità della squadra. Le medaglie arrivano dalle stelle più conosciute e dagli atleti emergenti, dalla pista e dalle pedane, dalle staffette e dalle gare su strada. È questo il dato più importante: l’Italia non dipende più da due o tre nomi, ma possiede un movimento capace di competere quasi ovunque.
La fotografia conclusiva è quella di Benati piegato oltre il traguardo e di Dobson che arriva tre centesimi più tardi. Per sette giorni Italia e Gran Bretagna si sono inseguite nel medagliere. Alla fine, tra loro, è rimasto soltanto il tempo di un battito di ciglia.







