Vannacci assedia Meloni da destra, Forza Italia si sposta al centro: il nuovo equilibrio che può spaccare la maggioranza

Giorgi Meloni – Roberto Vannacci

Roberto Vannacci sta diventando il problema che Giorgia Meloni non può più rinviare. La sua crescita politica ha già prosciugato parte dei consensi della Lega e, secondo i sondaggi, comincia a sottrarre voti anche a Fratelli d’Italia e, nel Mezzogiorno, al Movimento 5 Stelle. La presidente del Consiglio deve quindi scegliere se tentare di inglobarlo nel centrodestra oppure lasciarlo correre da solo, con il rischio di alimentare alla propria destra un’opposizione sempre più forte.

Entrambe le strade possono produrre conseguenze pesanti. Portare Vannacci nella coalizione significherebbe compromettere la svolta istituzionale costruita da Meloni negli anni trascorsi a Palazzo Chigi. Lasciarlo fuori gli permetterebbe invece di continuare a invocare la remigrazione, attaccare Bruxelles e contestare il governo senza assumersi la responsabilità dei compromessi imposti dalla gestione del potere.

In attesa di risolvere il dilemma, Meloni sembra aver scelto una contromossa: recuperare al centro ciò che rischia di perdere a destra, restituendo spazio politico a Forza Italia e ad Antonio Tajani.

Vannacci non ha interesse a entrare nella coalizione

L’ipotesi di coinvolgere Roberto Vannacci nel centrodestra avrebbe già prodotto alcuni tentativi di avvicinamento da parte di esponenti di Fratelli d’Italia, compreso Galeazzo Bignami. Le aperture, però, sarebbero state respinte. Il generale non avrebbe alcuna convenienza immediata ad accettare un accordo.

Restare all’opposizione gli consente di sfruttare il vento favorevole dei sondaggi senza dover rendere compatibili le proprie parole d’ordine con i vincoli finanziari, gli impegni europei e le alleanze internazionali dell’Italia. Entrare nel centrodestra lo costringerebbe invece a condividere scelte, rinunce e compromessi con Meloni, Salvini e Tajani.

Per la presidente del Consiglio, inoltre, l’ingresso di Vannacci aggraverebbe i problemi dentro l’Unione europea. Dopo le posizioni filorusse espresse da Matteo Salvini, la coalizione accoglierebbe un altro alleato vicino a Vladimir Putin e politicamente contiguo all’Afd. Una scelta difficile da sostenere nei rapporti con il Partito popolare europeo, Ursula von der Leyen e Friedrich Merz.

Forza Italia può allontanarsi dal centrodestra

L’altra conseguenza riguarderebbe Forza Italia. Marina Berlusconi insiste da mesi sulla necessità di accentuare il carattere liberale, moderato e favorevole ai diritti del partito. L’ingresso di Vannacci potrebbe trasformare questa differenza politica in una frattura difficilmente ricomponibile.

La presenza di Antonio Tajani alla commemorazione dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema segnala già un cambio di passo. Davanti al luogo nel quale 560 civili vennero massacrati dai nazisti con la collaborazione dei fascisti italiani, il leader di Forza Italia ha usato parole senza ambiguità: «Quella di Sant’Anna non è una delle tante tragedie che ogni guerra porta con sé. Quello commesso dalle truppe della Germania nazista che occupavano e opprimevano il nostro Paese è un crimine deliberato, commesso con l’aiuto di fascisti italiani».

Una dichiarazione netta che consente a Forza Italia di marcare la distanza dalla destra più radicale e di presentarsi come punto di riferimento per l’elettorato moderato. Se Vannacci continuerà a conquistare spazio sulla destra, Tajani proverà a compensare quella crescita recuperando consensi al centro.

Meloni cerca voti moderati in vista delle comunali

Il nuovo protagonismo di Forza Italia risponde anche alle necessità di Meloni. Se non può fermare Vannacci e non riesce a portarlo nella coalizione, la presidente del Consiglio deve impedire che ogni voto perso a destra si traduca in un indebolimento complessivo della maggioranza. La soluzione passa dal rafforzamento dell’alleato capace di rivolgersi agli elettori moderati.

L’appuntamento decisivo saranno le prossime elezioni comunali. Si voterà a Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna, città in larga parte governate dal centrosinistra. Una sconfitta generalizzata rappresenterebbe per Meloni un segnale pesante in vista delle successive elezioni politiche.

Il centrodestra si trova così davanti a un equilibrio sempre più difficile: Vannacci cresce restando fuori, Forza Italia rivendica la propria identità moderata e Fratelli d’Italia deve tenere insieme due direzioni opposte. Meloni può provare a inseguire la destra radicale oppure affidarsi a Tajani per conquistare il centro. Tentare entrambe le operazioni contemporaneamente rischia però di rendere visibile la frattura che attraversa la coalizione.